Metodo Tomatis e le lingue

L’idioma parlato in un determinato luogo condiziona l’operatività neuro-muscolare e neuro-psicologica della persona.

Secondo Alfred Tomatis, le diverse lingue parlate nel mondo si modificano e adattano all’ambiente. Parlare una determinata lingua significa adottare un atteggiamento fisico e psicologico caratteristico di quell’idioma. La lingua impone un programma neuromuscolare attraverso le connessioni tra la parte di orecchio interno che analizza i suoni (la coclea) e l’altra che controlla l’equilibrio (il vestibolo).

Il Metodo Tomatis si basa sul fatto che ogni lingua usa prevalentemente alcune determinate frequenze fra tutte quelle percepibili dal nostro apparato uditivo. Il nostro orecchio quindi si specializza, fin dalla nascita, nelle frequenze maggiormente usate dalla nostra lingua madre a discapito delle altre; questa forma di condizionamento acustico fa sì che in pochi anni la nostra capacità di analisi delle frequenze che siamo meno abituati a sentire, si deteriori drasticamente.

Per questo motivo imparare una lingua straniera è per molte persone un’esperienza frustrante e insoddisfacente.

 

Attiva il tuo innato talento per le lingue, grazie al Metodo Tomatis

Grazie al Metodo Tomatis è finalmente possibile rieducare il nostro orecchio ad ascoltare le frequenze “perdute” e possiamo quindi imparare le lingue straniere in meno tempo e con maggiore facilità.

 

metodo tomatis e le lingue

 

Tomatis verificò inoltre che certe frequenze sonore stimolano aree del cervello deputate a diverse attività umane. I suoni gravi entro i 1000 Hz sono legati al movimento e a tutto ciò che ha a che fare con la fisicità corporea, con il mondo materiale e meccanico. Quelli che vanno dai 1000 ai 2000 Hz hanno a che fare con il linguaggio, la logica, il ragionamento. Le sonorità che vanno dai 2000 ai 3000 Hz stimolano l’emisfero destro e sono quindi legate all’arte, alla creatività e al canto. Infine dai 3000 Hz in su, i suoni stimolano le facoltà intuitive, predispongono alla spiritualità e forniscono una grande carica energetica al sistema nervoso centrale. Diventare poliglotti, nel senso di riaprire il nostro ascolto a un maggior numero di frequenze, significa quindi ampliare anche il nostro modo di pensare e agire. Significa avere più opzioni nel relazionarci alla realtà. Per questo non possiamo dire di “parlare” davvero una lingua, finché non ne penetriamo anche la psicologia e la filosofia. Tomatis ci insegna che questo può avvenire solo se siamo in grado di accordarci a essa attraverso il suo suono, il suo ritmo, la sua musica interna.

 

L’Orecchio e il Linguaggio di Marco Galignano (pdf)

 

Disponibile per:

Inglese (UK-US), Cinese, Giapponese, Tedesco, Francese, Spagnolo, Russo, Ebraico, Greco, Olandese, Portoghese, Svedese, Arabo e Italiano per stranieri

 

 

 

 

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